CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE

La Lunga Bolina Trofeo Banca Patrimoni Sella & C. 2026

Lunedì, 27 Aprile, 2026

I vincitori

  • Chestress (Leonardo Petti, La Lunga Bolina Offshore)
  • Carbonita (Claudio Arborea, line of honours La Lunga Bolina Offshore)
  • Jill (Alessandro Maria Rinaldi, Coastal Cruise)
  • Kaster 24 (Antonio Sodo Migliori, Coastal Race/Palio Velico GHC-Este24)
  • Gregorio Pugliese e Marta Monge (WingFoil) 

 

La sedicesima edizione del Trofeo Banca Patrimoni Sella & C. ha confermato la crescita della manifestazione organizzata dal Circolo Canottieri Aniene con lo Yacht Club Santo Stefano. Tre giorni di vela all’Argentario tra regate offshore, percorsi costieri, Palio Velico, Coastal Cruise e Coppa Italia GP Wingfoil, con condizioni meteo ideali e una partecipazione sempre più trasversale.

Porto Santo Stefano, Monte Argentario (GR) - 27 aprile 2026 - Si è chiusa all’Argentario la sedicesima edizione de La Lunga Bolina Trofeo Banca Patrimoni Sella & C., organizzata dal Circolo Canottieri Aniene in collaborazione con lo Yacht Club Santo Stefano, con il supporto di partner, istituzioni e realtà del territorio che hanno reso possibile una manifestazione sempre più articolata, capace di racchiudere in un unico grande evento più regate, discipline e specialità della vela.

Banca Patrimoni Sella & C. & C., title sponsor della manifestazione, CNP Assicura, Miramis Italy, Marevivo, il Gruppo GHC - Garofalo Health Care, la Federazione Italiana Vela, l’ UVAI, la Classe Este 24 insieme alle istituzioni, il Comune di Monte Argentario, le Autorità Marittime e tutte le realtà tecniche e organizzative coinvolte, compreso i Circoli nautici dell’Argentario, hanno contribuito a costruire un’edizione ampia, partecipata e fortemente legata al mare, al territorio e alla cultura nautica.

La Lunga Bolina 2026 è stata caratterizzata da giornate di grande bellezza e da condizioni particolarmente favorevoli nell’area dell’Argentario, con vento termico anche medio forte che ha accompagnato molte delle prove in programma. Ne hanno beneficiato gli Este 24 impegnati nella Coastal Race e nel Palio Velico dell’Argentario, le imbarcazioni della Coastal Cruise e soprattutto i Wingfoil, che al Lido di Giannella hanno trovato condizioni fantastiche per volare sull’acqua.

La Lunga Bolina Offshore - Trofeo Banca Patrimoni Sella & C.: la regata simbolo tra tecnica, pazienza e lettura del vento 

 

Più complessa e tecnica, come nella migliore tradizione della manifestazione, la regata Offshore Trofeo Banca Patrimoni Sella & C., icona de La Lunga Bolina. La flotta è partita con buone condizioni di vento termico nella zona di partenza e nella prima parte del percorso, affrontata con una lunga andatura di bolina verso nord. La seconda parte della navigazione è stata invece segnata da importanti variazioni di direzione e intensità del vento, spesso condizionato dai promontori e dai coni d’ombra creati dalle isole. Il Giglio ha rappresentato il primo vero punto critico, con un sensibile calo della pressione che ha reso la regata ancora più selettiva dal punto di vista tattico.

Il racconto di Claudio Arborea, skipper di Carbonita, primo a tagliare il traguardo in tempo reale a Porto Santo Stefano dopo 28 h 10' 58” di navigazione: ”È stata per noi una regata molto tecnica caratterizzata nel bene e nel male dalle numerose transizioni di vento. La risalita di bolina fino all’Elba ha permesso alla barca di esprimere al meglio il suo potenziale staccando tutta la flotta sin dalle prime battute. Purtroppo la notte non ci è stata amica, in quanto il vento molto leggero non ci ha permesso di lasciare Pianosa a dritta facendoci fare molta strada in più. I nostri agguerriti avversari non si sono fatti scappare l’opportunità di ricucire il divario e superarci. Da lì per noi è iniziata una nuova regata in rimonta culminata solo al traverso del Giglio.
Certamente le condizioni meteo non ci hanno permesso di migliorare il record di percorrenza a cui siamo molto affezionati, ma siamo comunque molto soddisfatti del lavoro del team e di come si è comportata la barca durante tutta la regata.
I nostri migliori complimenti vanno ai nostri avversari che ci hanno dato filo da torcere fino alle ultime miglia, anche con barche di dimensioni inferiori.
A nome di tutto il team ci teniamo a ringraziare tutta l’organizzazione della Lunga Bolina, regata a cui ormai siamo molto affezionati, sia per la grande ospitalità e l’eccellente organizzazione di un evento costantemente in crescita, e sia perché il percorso molto tecnico in uno specchio di mare spettacolare è per noi ideale per inaugurare la lunga stagione di regate”.

La navigazione tra Argentario, isole e canali ha offerto ancora una volta lo scenario tecnico che rende questa regata una delle prove più riconoscibili del calendario d’altura, anche per la sua bellezza. Non è stata soltanto una questione di velocità, ma di pazienza, lucidità e capacità di mantenere la concentrazione anche quando il vento ha iniziato a cambiare volto. Nei due sistemi di compenso ORC e IRC (in base alle caratteristiche delle imbarcazioni e ai relativi dati/certificati di stazza), la vittoria assoluta è andata a Chestress, il J109 di Leonardo Petti (Circolo Velico Tevere Remo), primo sia nella classifica ORC, che in IRC.

Leonardo Petti, vincitore overall su “Chestress”: “Regatiamo a La Lunga Bolina con costanza sin dal lontano 2011 e ogni edizione conferma quanto l’organizzazione del Circolo Canottieri Aniene, con la collaborazione dello YCSanto Stefano, sia collaudata e di altissimo livello, il che rende la partecipazione un autentico piacere, prima ancora che una sfida agonistica. Navigare tra le isole dell’Arcipelago Toscano in piena primavera ci ha permesso di godere di splendide giornate, di scenari suggestivi e, al contempo, di misurarci con complesse transizioni tattiche che hanno messo alla prova ogni decisione fatta a bordo. Le brezze leggere e i coni d’ombra delle isole fanno sempre venire lo stesso immancabile dubbio, se girare molto stretti o molto larghi, e mettono alla prova radicate convinzioni personali. Noi abbiamo preferito la prima opzione, che ci è costata all’Elba, ma che ha ampiamente ripagato a Montecristo e al Giglio, dalle quali siamo usciti quasi indenni. In queste condizioni, come spesso accade, la regata si è decisa all’ultimo giro del Giglio, dove - complice un po’ di immancabile fortuna - abbiamo recuperato tante miglia al gruppo di testa, portandoci in cima alla classifica overall.

Sul piano personale, non potrei essere più orgoglioso della barca e dell’equipaggio. Il J-109 è un progetto non più giovanissimo, ma proprio per questo dimostra la sua bontà difendendosi sempre molto bene specialmente nelle arie più leggere. Però il vero valore aggiunto è rappresentato dall’equipaggio, da anni praticamente immutato salvo per qualche felicissimo nuovo imbarco. Un tributo particolare però vorrei renderlo ai miei carissimi amici Giorgio Anserini (co-armatore) e Luca Aprati (lui pure armatore di un J), che non hanno mai saltato una regata e che rappresentano la vera anima di Chestress”.

Nel sistema ORC, Chestress si è imposta anche in Classe C, mentre Lancillotto, il First 40 di Adriano Addobbati del 1° Circolo Remiero Terracina, ha vinto in Classe B. In Classe A successo per Kuka 4, il MAT 12.20 di Franco Niggeler (Associazione Nautica Sebina), mentre in Classe 0 il primo posto è andato a Carbonita, il Neo 570 di Emmanouil Kondylis del Circolo Vela Bari, vincitore anche della “Line of Honours”.

Tra gli equipaggi X 2 ORC vittoria di Zabriskie Point 2, Figaro 2 di Marco Franzetti (Circolo Velico Lago di Lugano), secondo posto per Atahualpa, il Sun Odyssey 45.2 di Bruno Battista (Reale Circolo Canottieri Tevere Remo) e terzo Swift 2, Pogo 44 di Giulio Ranzo del Circolo Canottieri Aniene, che si é aggiudicata anche la Line of honours X 2, prima in tempo reale con 29h 37’ 35” di regata. Swift si aggiudica il Trofeo Circolo Canottieri Aniene, che rimane così "in casa!”
 
Nel sistema IRC, Chestress ha firmato il successo assoluto e il primo posto in Classe C. In Classe B la vittoria è andata ad Atahualpa, il Sun Odyssey 45.2 di Bruno Battista, che ha ottenuto anche il primo posto X2 della classe. In Classe A si è imposto Kuka 4, il MAT 12.20 di Franco Niggeler, mentre in IRC 0 il primo posto è andato a Durlindana IV, lo Swan 601 di Giancarlo Gianni dello Yacht Club Santo Stefano. Una prova lunga e complessa, quindi, in cui la velocità pura ha premiato Carbonita, ma in cui i compensi hanno valorizzato la regolarità e la gestione tattica di Chestress, capace di imporsi in entrambe le classifiche principali.

Wingfoil, la grande novità 2026 tra nuove generazioni, velocità e spettacolo

Grande successo per la novità 2026 de La Lunga Bolina Trofeo Banca Patrimoni Sella & C. & C., che ha portato al Lido di Giannella la I Tappa di Coppa Italia Grand Prix Wingfoil. Un debutto capace di abbracciare più generazioni all’interno dello stesso evento, dal più giovane partecipante allo stage organizzato nei due giorni precedenti che fa parte del programma della FIV Foil Academy powered by Luna Rossa, Leon Comerlati, 9 anni, ancora troppo piccolo per prendere parte alla regata, fino agli atleti senior, master e grand master. Un arco generazionale molto ampio, unito dalla stessa voglia di vivere l’adrenalina, la velocità e la dimensione più contemporanea del wingfoil, disciplina emergente e già candidata a entrare nel programma olimpico nei prossimi quadrienni. 

“Quando il mio Circolo Canottieri Aniene, per un’idea di Alessandro Maria Rinaldi, mi ha proposto di curare la manifestazione, con tutti gli oneri e gli onori del caso, si è aperta una bella sfida: portare le nuove generazioni a La Lunga Bolina, in un territorio, l’Argentario e la Maremma, in cui sono cresciuta nel mio percorso di atleta. Siamo stati fortunati per il meteo e per il vento che ci ha accompagnato sia durante lo stage federale, sia nelle regate. La location al Lido di Giannella si è dimostrata perfetta e soprattutto domenica è stato uno spettacolo vedere contemporaneamente nel golfo i wingfoil, i monotipi Este 24 impegnati tra le boe nella Coastal Race, le barche della Coastal Cruise e infine, nel tardo pomeriggio, anche l’arrivo delle prime imbarcazioni della Offshore Banca Patrimoni Sella & C.. Direi che si sono creati i presupposti per proseguire su questa strada e affiancare il nome de La Lunga Bolina ad altre gare di wingfoil”, ha spiegato Alessandra Sensini

Sul piano sportivo, la tappa si è chiusa con 14 prove disputate e tre scarti. Nel podio overall maschile successo di Gregorio Pugliese (Windsurf Livorno) con 6 punti di vantaggio su Francesco Cappuzzo (Reef), terzo gradino del podio di Michele Capitani (Tognazzi Marine Village), separato da Cappuzzo da un solo punto. Nel podio femminile overall, prima la ligure Marta Monge (Club del Mare Diano Marina) seguita da Lara Cristina Talarico (Chia Wind Club) e da Charlotte Baruzzi (Reef). 

Nelle classifiche di categoria, tra gli U15 si è imposto Mirco Policardi del Circolo Surf Torbole, tra gli U17 Andrea Cucciniello, sempre del Circolo Surf Torbole, mentre negli U19 il primo posto è andato a Michele Capitani del Tognazzi Marine Village. Tra i Master successo di Alberto Cocchi, (Windsurf Livorno), mentre nei Grand Master il primo classificato è stato Paolo Migliorini (Circolo Surf Torbole). 

Coastal Race Este 24, il monotipo protagonista tra trasferimenti, Palio Velico e regate tra le boe: Antonio Sodo Migliori su Kaster si aggiudica la regata

Tra le flotte più dinamiche della sedicesima edizione de La Lunga Bolina Trofeo Banca Patrimoni Sella & C. & C., gli Este 24 hanno confermato ancora una volta la propria capacità di interpretare più anime della regata. Il monotipo ha infatti disputato il maggior numero di tipologie di prove, tra trasferimenti, Stadium Race con il Palio Velico dell’Argentario e regate tra le boe nell’ultima giornata, valide per la Coastal Race Este 24, tappa del circuito di classe. Come i monotipi insegnano, le prove sono state sempre molto combattute, con partenze ravvicinate, passaggi in boa serrati e impoppate spettacolari a tutto gennaker. Uno spettacolo nello spettacolo è stato il Palio Velico dell’Argentario, la Stadium Race disputata a pochi metri dalla banchina di Porto Santo Stefano, davanti a turisti e pubblico ammirati, con i riconoscibili gennaker rosa fucsia forniti dal Gruppo GHC - Garofalo Health Care. Vele diventate negli anni il segno distintivo di un messaggio che va oltre la competizione, in omaggio alla prevenzione femminile, portando nel cuore del paese una regata capace di farsi spettacolo e messaggio insieme. Sul piano sportivo, la classifica generale della Coastal Race Este 24 ha visto il successo di Kaster24, condotta da Antonio Sodo Migliori dello Yacht Club Costa Smeralda. Secondo posto per La Poderosa 2.0, con Roberto Ugolini, Guido De Matteis, Alberto Bezzi, Roberto Onore e Francesco Violati (CNGM). Terzo posto per Vento dell’Este, la barca portacolori del Circolo Canottieri Aniene con Paolo Brinati, Niccolò Hausmann, Federico Arquilla Lupi, Luca Borsotti e Filippo Carfagni

Coastal Cruise, fascino costiero e regate di grande eleganza: vince il 6 mt S.I. Jill

Fascino, tecnica e bellissime giornate di navigazione anche per le barche iscritte alla Coastal Cruise, la formula de La Lunga Bolina Trofeo Banca Patrimoni Sella & C. & C. pensata per vivere la regata su percorsi giornalieri costieri, senza navigazione notturna, ma con tutto il valore sportivo e paesaggistico dell’Argentario. Sia in overall che in Classe C la vittoria va a Jill, 6 Metri S.I. con Alessandro Maria Rinaldi, che ha chiuso al primo posto con due primi parziali. Seconda BobKat, altro 6 Metri S.I. con Cristiana Monina, terzo Sea Dust, Sun Fast 37 con Giulio Bicciolo e Palma Antonio Laureti dello Yacht Club Santo Stefano. In Classe B successo per Chimera I, Grand Soleil 43 B con Guido Mancini del Circolo Nautico Riva di Traiano.

“Portare in gara due barche 6 Metri Stazza Internazionale del 1931 e metterle a confronto con imbarcazioni moderne è stata già una sfida, ma vincerla è stata un’emozione ancor più straordinaria. Oltre a questo, la bellezza mozzafiato del campo di regata ci ha permesso di sfruttare appieno le potenzialità di queste barche, che vantano una formula metrica eccezionale grazie alle superfici di fiocco e randa decisamente fuori dal comune, frutto della matita di Olin Stephens. Con uno scafo basso e appendici lunghissime, queste imbarcazioni raggiungono una lunghezza fuori tutto di oltre 11 metri con slanci di 3,5 metri. L’opera viva, modellata come un pesce d’altura, le trasforma in siluri a vela. Dopo quasi un secolo, Jill e BobKat, con i loro preziosi numeri velici USA 56 e USA 54 del Team americano, si ritrovano di nuovo insieme, questa volta a gareggiare e vincere nelle acque dell’Argentario. È passato quasi un secolo dalla loro ultima vittoria alla British American Cup di Cowes contro gli inglesi e le loro performance sono ancora al top, grazie a una scrupolosa messa a punto nei mesi invernali presso il Cantiere Navale dell’Argentario”, ha dichiarato il vincitore Alessandro Maria Rinaldi